Testi digitali e applicativi web

8 marzo 2010

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una serie di cambiamenti rilevanti nella distribuzione dei contenuti digitali. Da una parte la diffusione degli e-book, libri a tutti gli effetti che dopo un primo tentativo hanno trovato un rinnovato successo a partire dal 2008, dall’altra lo sviluppo di prodotti hardware risultato della convergenza di servizi telematici e nuovi tipi di PC: smartphone, e-reader e tablet.

Quali contenuti e quali funzionalità possono entrare nel modello di business di questi nuovi prodotti?

Graphic novels

Iniziamo da un esempio notevole: Valentine. Un graphic novel in formato digitale distribuito sulle più diffuse piattaforme wireless: iPhone, Kindle, Android. Grazie a Facebook è stato pubblicizzato, sono stati trovati i traduttori che ne hanno consentito la traduzione in 14 lingue, venduto a poco prezzo è stato un successo commerciale del dicembre 2009. Ogni mese è prevista la pubblicazione di un nuovo episodio. I download nelle diverse lingue sono stati complessivamente 5000 per il primo episodio: tra cui un centinaio in Irlandese e un centinaio anche in latino. Sì, avete letto bene, in latino.

La sceneggiatura è basata su una serie di immagini ‘stand alone’. Non vi sono pagine costituite da più tavole. Ogni disegno costituisce un elemento di base che può essere visualizzato singolarmente, nella versione ad esempio per iPhone, o costituire, insieme ad altre immagini, una pagina più complessa, se pubblicato sotto forma di volume cartaceo.

Il graphic novel ben si presta a esplorare i confini del testo digitale. Ecco un esempio di un’immagine complessa che è contemporaneamente una sola tavola e una serie di n tavole.

E-book Devices

Le vendite degli e-book stanno rapidamente crescendo (negli Stati Uniti).

US Trade Wholesale Electronic Book Sales

L’e-book riproduce il testo cartaceo e poco più. Si legga Clark 2010 per un’interessante rassegna della questione.

Il problema che ci poniamo ora è quali funzionalità aggiungere ad un testo sul web o su un device portatile. Come sfruttare appieno le potenzialità multimediali realizzando un vero e proprio applicativo?

Passiamo brevemente in rassegna le principali funzionalità presenti sui lettori per e-books. Ci serviranno come introduzione alle funzionalità che riteniamo un testo digitale debba avere. Individuare queste funzionalità è un lavoro preliminare allo sviluppo di ogni applicativo per la distribuzione di testi digitali. E’ opinione comune che queste funzionalità siano più adatte alle pubblicazioni accademiche e professionali, piuttosto che alla lettura d’intrattenimento.

I due principali lettori portatili di ebook sono il Kindle della Amazon.com e il Nook di Barnes and Noble. Entrambi sono stati progettati per consentire un’alta qualità di lettura, molto simile a quella tradizionale su carta. E ci riescono bene. La durata delle batterie, la facilità e velocità del download di nuovi testi ne fanno strumenti adatti alla lettura in generale. E’ possibile effettuare l’upload dei propri testi, con qualche piccola differenza tra un device e l’altro. Sono sincronizzabili con il proprio PC, con l’iPhone e con il Blackberry (cioè si possono scaricare gli stessi titoli anche su questi device continuando la lettura in caso ci si sia dimenticati il proprio Kindle o il Nook a casa).
Passiamo ora alle funzionalità di lettura che potremmo chiamare aggiuntive. Oltre alla basilare ricerca full text e all’accesso a Wikipedia come strumento enciclopedico, troviamo un dizionario sempre in linea, selezionando una parola ne compare immediatamente il significato. Vi è la possibilità di aggiungere annotazioni che saranno poi anche esportabili, e segnalibri nei punti giudicati importanti. Viene memorizzata inoltre automaticamente l’ultima pagina letta.

L’iPad della Apple (quando sarà disponibile, negli USA presumibilmente il 3 di aprile, potremo essere più precisi) si presenta invece come qualcosa di simile ad un computer portatile. Non utilizza la tecnologia e-ink, che è quella grazie alla quale si ottiene una lettura simile alla carta, tecnologia utilizzata da Kindle e Nook, ma avrà uno schermo retroilluminato. Questo consentirà la resa a colori di contenuti multimediali e sarà il terminale privilegiato per tutti i contenuti del mondo Apple, di iTunes e Apple Store.

La distribuzione degli e-book ha ormai numerosi attori. Ne troviamo molti nella pagina in cui O’Really, decano del settore, presenta la sua consulenza agli editori che vogliano iniziare la produzione e diffusione di materiale digitale. Citiamo inoltre solo questo esempio notevole di e-book multimediale. Avrete bisogno di scaricare un plug-in particolare, fatelo comunque, ne vale la pena. Per una visione complessiva, ma anche un po’ millenaristica, dello scenario editoriale si veda Epstein 2010.

Quali funzionalità

Il web è un insieme di tecnologie, di informazioni e di comunicazioni di massa. Spesso viene usato il termine ‘Nuovi Media’ per definire genericamente questa trama, questo unicum che si è conquistato prepotentemente il ruolo di protagonista del mondo della comunicazione. La convergenza delle tecnologie della comunicazione, audio, video e della telefonia sta delineando uno scenario che porta a compimento una serie di sviluppi che si sono delineati negli ultimi anni. Dai tempi del CERN di Ginevra alla diffusione di User Generated Contents (i contenuti generati dall’utente) è aumentata l’interattività, la quantità di comunicazioni e informazioni scambiate in un flusso straordinario di multimedialità, dove i fatti sopravanzano rapidamente il pensiero.
Si potrebbe pensare di distinguere i contenuti testuali, siti che presentano articoli, libri, riviste, da applicativi veri e propri dove vengono eseguite transazioni, siti dove si effettuano acquisti, si registrano dati o si scambiano documenti.

Un sito testuale, o ipertestuale, si concentra sulle caratteristiche della navigazione e sull’architettura dei contenuti. Come presentare, gestire, raccontare le diverse sezioni del testo, come accompagnare in maniera chiara il lettore senza frastornarlo o fargli perdere l’orientamento. In uno degli esempi di graphic novel presentati all’inizio di questo articolo, i diversi punti di vista dei personaggi sono resi in maniera molto semplice ed avvincente.

Gli applicativi sono invece il regno dell’e-commerce, dei programmi gestionali per aziende, dove la gestione dell’interattività conquista il centro dell’attenzione. Dove l’operatività è organizzata in transazioni, unità di informazioni scambiate e memorizzate.

I siti di successo tendono ora a unire questi due aspetti realizzando soluzioni integrate, e che hanno preso il nome di web 2.0.
I testi, anche lunghi e organizzati, dopo la prima pubblicazione, sono commentati, riscritti, inviati ad amici. Ogni testo è corredato da una serie di applicativi interattivi che possono essere usati sia da semplici utenti che da informatici professionisti per lo sviluppo di altri siti e per esservi integrati completamente. Esempi sono Facebook, LinkedIn, Google Buzz. L’esempio più classico è Google Maps, che non solo può essere consultato in quanto lettori, ma è dotato di una serie di strumenti di “riutilizzo” (le API) che ne fanno di fatto un linguaggio di programmazione evoluto. Tutti i siti di social networking dispongono di API importanti. Queste aiutano la diffusione del sito di origine e hanno l’effetto collaterale di contribuire a catturare i dati di acquisto e le preferenze dei lettori, obiettivo principale del social networking.

Contenuti editoriali

A fianco della suddivisione dei tipi di contenuto web elencati precedentemente, aggiungiamo un altro aspetto che riguarda la disponibilità dei contenuti e dei dati veri e propri. Vi sono grandi quantità di dati e informazioni conservati in database ad accesso ristretto o disseminati nei siti più diversi. Un vero e proprio iceberg delle informazioni dove solo la parte emersa entra nei risultati dei motori di ricerca, il resto rimane inaccessibile. Il recupero e il riutilizzo di queste informazioni viene, o verrà realizzato, attraverso tecnologie note con il nome generico di web semantico. Le discipline scientifiche che utilizzano strumenti di questo genere sono dette E-Science.

Il web semantico, per certi versi ancora qualcosa di futuribile, presenta, attraverso un’appropriato linguaggio, non solo i dati ma anche le relazioni fra di loro, così che si possa fare ricerche approfondite rintracciando tutte le informazioni necessarie. Il web non sarà più solo testo o e-commerce ma anche un grande database dove i motori di ricerca sono in grado di presentare ai lettori tutti i contenuti rilevanti.

Parte di questi contenuti sono disponibili nelle raccolte di testi degli editori. E’ qui che si combatte una guerra inusuale. Google cerca di arrivare ai contenuti attraverso transazioni dirette con gli editori, o digitalizzando i patrimoni delle biblioteche. Dall’altra il grande signore dei contenuti è Steve Jobs con iTunes che consente un controllo ferreo sugli accessi e quindi vendite importanti, purché passino attraverso i suoi server.

Vediamo ora con uno degli esempi più avanzati di applicativi adatti allo scambio di informazioni fra lettori: Zotero.

E’ un’estensione gratuita, open source, di Firefox prodotta dal Center for History and New Media. Nasce principalmente per la gestione e sincronizzazione delle citazioni bibliografiche, ma può anche archiviare direttamente pagine web, conservare file prelevati dal proprio computer, salvarli in una propria area sul sito Zotero, consultarli da un qualunque computer. Si tratta quindi un vera e propria biblioteca personale che consente di archiviare e gestire i propri contenuti digitali.

Ecco l’elenco delle funzionalità base:

  1. Fondamentalmente Zotero è uno strumento di organizzazione di citazioni bibliografiche. Conserva e gestisce i riferimenti a volumi, articoli di riviste, immagini, video, documenti legali. Ogni item memorizzato viene individuato dai propri metadati: autore, titolo, data, editore, ecc.
  2. Tutti gli elementi memorizzati sono conservati all’interno dei diversi progetti e sottoprogetti a cui l’utente li vuole attribuire. Ogni riferimento può essere liberamente taggato o annotato con indicazioni per il loro uso futuro.
  3. Ricerche. Tutte le volte che utilizzando il browser si incontra un contenuto giudicato rilevante viene facilmente aggiunto alle proprie collezioni. Un adeguato motore di ricerca consente di ritrovarle anche dopo aver memorizzato grosse quantità di dati.
  4. Ogni elemento può avere allegati testi inseriti direttamente in Zotero, ma anche files provenienti dal proprio computer, in formato PDF, Word, file di immagini o multimediali. Si possono anche salvare direttamente copie dei file trovati sul web.
  5. Su molti siti la memorizzazione dei metadati è automatica. Se non fosse possibile i dati possono essere inseriti manualmente. Una tipica memorizzazione automatica avviene in presenza di ISBN o DOI
  6. Le bibliografie così create possono essere esportate nei formati più diffusi (Chicago, MLA, APA)
  7. I dati possono essere inseriti anche direttamente dai propri testi in Word o OpenOffice.
  8. E’ possibile accedere ai propri dati da qualunque computer attraverso un vero e proprio prodotto di cloud computing. I dati sono sincronizzati direttamente sul sito Zotero, oltre che sui singoli client, e se è il caso si può acquistare spazio disco.
  9. In questo modo si creano gruppi di lavoro che accedono agli stessi contenuti.

Gli applicativi destinati alla gestione dei contenuti digitali devono quindi aggiungere funzionalità gestionali evolute al semplice testo. Consentire pubblicazioni aggiornate in rapida successione, annotazioni, condivisione sociale, commenti, suddivisione in moduli.

Appendice:
Su iPad e i diversi formati digitali si può leggere

http://www.ipader.it/1733/epub-e-ipad-scopriamo-il-formato-scelto-da-apple-per-ibook.html

Sul diverso modo di intendere il modello di business degli e-book di Amazon e Apple vedi:

http://government.zdnet.com/?p=8271&tag=nl.e539

Sulla previsione di ingresso nel mercato del digitale da parte di Mondadori

http://www.corriere.it/economia/10_marzo_24/Costa-Il-peggio-e-alle-spalle-La-nuova-frontiera-degli-ebook_28088778-3717-11df-bfab-00144f02aabe.shtml

Bibliografia

Amazon.com Inc (Marzo 2010), Kindle Wireless Reading Device, disponibile in: http://www.amazon.com/dp/B0015T963C/?tag=gocous-20&hvadid=4139277557&ref=pd_sl_19p23ezdd6_b (Consultato il 10 marzo 2010)

Apple Inc (Marzo 2010), iPad, disponibile in: http://www.apple.com/ipad/features/ (Consultato il 10 marzo 2010)

Barnes and Noble llc (Marzo 2010) , Nook, disponibile in: http://www.barnesandnoble.com/nook/ (Consultato il 10 marzo 2010)

Campi, A. de, (2010) ‘The Digital Book in Practice: Valentine’s 14 Languages, Multiple Formats, Wireless Delivery’, in Publishing Perspectives, 4 febbraio 2010, [online] , disponibile in: http://publishingperspectives.com/?p=11250″ (Consultato il 10 marzo 2010)

Center for History and New Media (2009), Zotero User Guide, disponibile in: http://www.zotero.org/static/download/zotero_user_guide.pdf (Consultato il 10 marzo 2010)

Clark, J., (2010) ‘Web Standards for E-Books’, in A List Apart, 9 marzo 2010, [online], disponibile in: http://www.alistapart.com/articles/ebookstandards (Consultato il 18 marzo 2010)

Epstein, J., (2010), ‘Publishing: The Revolutionary Future’, in The New York Review of Books, 11 marzo 2010 [online], disponibile in http://www.nybooks.com/articles/23683#fnr3 ‘Publishing: The Revolutionary Future’ (Consultato il 18 marzo 2010)

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